venerdì 14 novembre 2008

aSsOlTi: VeRgOgNa
























nOi CoN lE mAnI

… e ancora:


"Caro Capo, per alcune dichiarazioni paradossali e provocatorie da me rese sul come gestire l'ordine pubblico in questa ripresa di massicce manifestazioni e come, spengendo tempestivamente i focarelli, si possa evitare che divampino poi gli incendi, mi sono beccato denunzie da molte persone, sacerdoti, frati e suore comprese, e sembra che me sia in arrivo una da parte di S.Em.za il Card. Tettamanzi, firmata anche dai alcuni suoi fedeli adepti dei Centri Sociali, dei No Global e dei Black Bloc.
Ma osando contro l'osabile, caro Capo, vorrei darle un consiglio. Gli studenti piu' grandi, anche se in qualche caso facendosi scudo con i bambini, hanno cominciato a sfidare le forze di polizia, a lanciare bombe carta e bottiglie contro di esse e a tentare occupazioni di infrastrutture pubbliche, e ovviamente, ma non saggiamente, hanno reagito con cariche d'alleggerimento, usando anche gli sfollagente e ferendo qualche manifestante. E' stato, mi creda! un grande errore strategico.

Io ritengo che, data anche la posizione dell'opposizione (non abbiamo piu' il Partito Comunista e il ferreo servizio d'ordine della CGIL), queste manifestazioni aumenteranno nel numero, in gravita' e nel consenso dell'opposizione. Un'efficace politica dell'ordine pubblico deve basarsi su un vasto consenso popolare, e il consenso si forma sulla paura, non verso le forze di polizia, ma verso i manifestanti. A mio avviso, dato che un lancio di bottiglie contro le forze di polizia, insulti rivolti a poliziotti e carabinieri, a loro madri, figlie e sorelle, l'occupazione di stazioni ferroviarie, qualche automobile bruciata non e' cosa poi tanto grave, il mio consiglio e' che in attesa di tempi peggiori, che certamente verranno, Lei disponga che al minimo cenno di violenze di questo tipo, le forze di polizia si ritirino, in modo che qualche commerciante, qualche proprietario di automobili, e anche qualche passante, meglio se donna, vecchio o bambino, siano danneggiati, se fosse possibile la sede dell'arcivescovo di Milano, qualche sede della Caritas o di Pax Christi, da queste manifestazioni,e cresca nella gente comune la paura dei manifestanti e con la paura l'odio verso di essi e i loro mandanti o chi da qualche loft o da qualche redazione, ad esempio quella de L'Unita', li sorregge.

L'ideale sarebbe che di queste manifestazioni fosse vittima un passante, meglio come ho gia' detto un vecchio, una donna o un bambino , rimanendo ferito da qualche colpo di arma da fuoco sparato dai dimostranti: basterebbe una ferita lieve, ma meglio sarebbe se fosse grave, ma senza pericolo per la vita.
Io aspetterei ancora un po', adottando straordinarie misure di protezione nei confronti delle sedi di organizzazioni di sinistra. E solo dopo che la situazione si aggravasse e colonne di studenti con militanti dei centri sociali, al canto di ''Bella ciao'', devastassero strade, negozi, infrastrutture pubbliche e aggredissero forze di polizia in tenuta ordinaria e non antisommossa e ferissero qualcuno di loro, anche uccidendendolo, farei intervenire massicciamente e pesantemente le forze dell'ordine contro i manifestanti, ma senza arrestare nessuno.
E il comunicato del Viminale dovrebbe dire che si e' intervenuto contro manifestazioni violente del Blocco Studentesco,di Casa Pound e di altri manifestanti di estrema destra, compresi gruppi di naziskin che manifestavano al grido di ''Hitler! Hitler!''. Questo il mio consiglio.

Cordialmente Francesco Cossiga"
8.11.08

2001 Genova G8

Segue un'interessante intervista a Cossiga apparsa sul QN (Quotidiano Nazionale).
Presidente Cossiga, pensa che minacciando l'uso della forza pubblica contro gli studenti Berlusconi abbia esagerato?
«Dipende, se ritiene d'essere il presidente del Consiglio di uno Stato forte, no, ha fatto benissimo. Ma poiché è l'Italia è uno Stato debole, e all'opposizione non c'è il granitito Pci ma l'evanescente Pd, temo che alle parole non seguiranno i fatti e che quindi Berlusconi farà quantomeno una figuraccia».
Quali fatti dovrebbero seguire?
«A questo punto, Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand'ero ministro dell'Interno».
Ossia?
«In primo luogo, lasciare perdere gli studenti dei licei, perché pensi a cosa succederebbe se un ragazzino di dodici anni rimanesse ucciso o gravemente ferito...».
Gli universitari, invece?
«Lasciarli fare. Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città».
Dopo di che?
«Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri».
Nel senso che...
«Nel senso che le forze dell'ordine dovrebbero massacrare i manifestanti senza pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli a sangue e picchiare a sangue anche quei docenti che li fomentano».
Anche i docenti?
«Soprattutto i docenti. Non quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine sì. Si rende conto della gravità di quello che sta succedendo? Ci sono insegnanti che indottrinano i bambini e li portano in piazza: un atteggiamento criminale!».
E lei si rende conto di quel che direbbero in Europa dopo una cura del genere? «In Italia torna il fascismo», direbbero.
«Balle, questa è la ricetta democratica: spegnere la fiamma prima che divampi l'incendio».
Quale incendio?
«Non esagero, credo davvero che il terrorismo tornerà ad insanguinare le strade di questo Paese. E non vorrei che ci si dimenticasse che le Brigate Rosse non sono nate nelle fabbriche ma nelle università. E che gli slogan che usavano li avevano usati prima di loro il Movimento studentesco e la sinistra sindacale».
E' dunque possibile che la storia si ripeta?
«Non è possibile, è probabile. Per questo dico: non dimentichiamo che le Br nacquero perché il fuoco non fu spento per tempo».
Il Pd di Veltroni è dalla parte dei manifestanti.
«Mah, guardi, francamente io Veltroni che va in piazza col rischio di prendersi le botte non ce lo vedo. Lo vedo meglio in un club esclusivo di Chicago ad applaudire Obama...».
Non andrà in piazza con un bastone, certo, ma politicamente...
«Politicamente, sta facendo lo stesso errore che fece il Pci all'inizio della contestazione: fece da sponda al movimento illudendosi di controllarlo, ma quando, com'era logico, nel mirino finirono anche loro cambiarono radicalmente registro. La cosiddetta linea della fermezza applicata da Andreotti, da Zaccagnini e da me, era stato Berlinguer a volerla... Ma oggi c'è il Pd, un ectoplasma guidato da un ectoplasma. Ed è anche per questo che Berlusconi farebbe bene ad essere più prudente».

giovedì 13 novembre 2008

aNcHe Se VoI vI cReDeTe AsSoLtI

E se vi siete detti non sta succedendo niente ... provate pure a credervi assolti, siete lo stesso coinvolti. Anche se ora ve ne fregate ... voi, quella notte, voi c'eravate.

sabato 8 novembre 2008

domenica 5 ottobre 2008

Quelli del Toro sono ricchi


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Con i miei bambini camminiamo per le strade adiacenti i ruderi del vecchio stadio Filadelfia.

"Dove abiti maestra?", mi chiede il più birichino, guardando i balconi con il naso all'insù, capofila del mio "branco" di venticinque piccole pesti.

"E' facile!", rispondo sorridente: "Al balcone della mia casa vedrai sventolare una bella bandiera del toro!"

Procediamo nella nostra piccola gita mattutina.Dopo poco il bimbo mi osserva dubbioso: "Maestra! Tu devi essere ricca!"

"Perchè?"

"Perchè hai tantissime case!"

venerdì 30 maggio 2008

buonanotte

...quando il cuore sbatte.
Anzichè battere.

domenica 4 maggio 2008

lunedì 14 aprile 2008

giovedì 27 marzo 2008

E non averlo fatto è stato proprio come averlo fatto

Rimparo a vivere stando attento al battito del cuore: quando accelera faccio in modo di ripetergli che va tutto bene e che nulla mi deve preoccupare.
Conto qualche decina di numeri, per lasciarmi il tempo di trovare quiete.
Oggi non ci riesco.
Voglio darmi un tono ma, i pantaloni, veterani, con l’orlo ricucito stamane, corrono via come a uno che si sia pisciato addosso e il piscio fosse diventato sciolina, sulla sedia dal design innovativo: fucsia a cerchi rossi.
Cerchiati di rosso porto gli occhi: ho pianto come un bambino. No: ho pianto come un cretino.
Ho pianto sotto la doccia, questa mattina, mentre mia madre preparava caffè e sorrisi e io stramaledivo il
cuore, quello a cui parlo.
Il mio cuore sordo.

“Allora?”
Mi arriva diretto: un calcio sui denti.
“Allora!”
Questa volta afferma ma sempre nulla contiene e spiega.

Il giovane seduto al di là della scrivania ha poco più di vent’anni, la giacca grigia antracite aperta lascia intravedere una sofisticata camicia a piccole righe granata, su fondo beige.

Oggi non ci riesco.

Allarga le braccia alla ragazza che sta in piedi lì accanto, stendendole la scorsa
per tutta la lunghezza del corpo. Sorriso porco che si smorza non appena torna a me.

Ora gli racconto.
Ho 55 anni e sono disperato. Sono un coglione che soffre d’ansia e di merdosissimi attacchi di panico. Quando mi capitano arrivano e devastano l’interno: lo stomaco, il fegato, il pancreas, la milza, l’appendice e
tutto, tutto quanto. Hai mai provato a morire tu con la tua camicia lavata col Marsiglia?
Ora gli racconto.
Ho 55 anni e sono disperato: un coglione che soffre.
Quando mi capitano arrivano e devastano. L’interno.

“Bene, bene, bene!” e stappa il cellulare e controlla che non ci siano chiamate, o messaggi, o chissà cosa
cazzo d’altro. E poi mi fissa.
“Ho cinquantacinque… ”
Interrompe, con quella faccia da culo posata sulle mani giunte: “Dovrei avere la sua cartella… Marina?
Dammi il dossier del signore…”e si addossa allo schienale della poltroncina girevole. E infatti gira e di
nuovo imparo a vivere ascoltando il battito del cuore: quando accelera.
Oggi non ci riesco.
“Ecco…”: ora gli racconto.
Invece racconta lui, con voce piana e professionale e, tra una riga e l’altra, manda uno sguardo a Marina
ché già se la sarà scopata o forse no. Ma la storia promette.
“Ecco!” ripete.

Marco, Luigi, Giovanni o…figliolo, sì potresti essere mio figlio.
Ho lavorato in fonderia un’intera vita. Poi è arrivato il male, la pazzia. Ascolta, ascolta: il panico, il terrore, la depressione. Quando mia moglie se n’è andata io non avevo già più niente.

“Lei potrebbe essere assegnato al quartiere est…o almeno provarci. Anche se, onestamente, non credo sia il tipo adatto. Ma qualche giorno di prova non lo neghiamo a nessuno…logicamente non retribuito!”

Logicamente, Marco, Luigi, Massimo o…figliolo.
E logicamente mi sto alzando, sai?
Ti regalo le spalle e me ne vado.
Ma non perché il lavoro mi faccia schifo.
Non perché pensi che qualche giorno di retribuzione non pagato mi spaventi.
Non perché non mi hai inteso e nemmeno m’hai fatto parlare.
No.
Solo perché avrei voluto riprovare ad essere considerato uomo senza il male, la pazzia, il panico, la depressione. Invece: erano giorni che non mettevo il naso fuori casa e, mentre mi giro, quella macchia che vedi dietro ai pantaloni, bè, figliolo: è proprio piscio.

E intanto che ti lascio ad osservare la dignità che mi macchia il culo, esco a respirare ossigeno: perché alla mia paura non debba mai mancare il fiato.




martedì 25 marzo 2008

E non averlo fatto è stato proprio come averlo fatto

Il testo?
Come non averlo fatto.
E' più su: con il sostegno di parole e musica.

lunedì 24 marzo 2008

iL rImPiAnTo

"La scia che la sofferenza si lascia dietro è qualcosa di imprevisto. Il rimpianto è un residuo: gli avanzi del pasto di un'altra emozione"
R. McLiam Wilson

mercoledì 12 marzo 2008

Tricarico alla Finale di Sanremo 2008 - Completo

...ho sempre pensato, troverò lei e sarò rinato, lei ho trovato, qualcosa è cambiato, qualcosa, tutto, l'ultima illusione non è svanita, io, libero per sempre, aaah...

martedì 4 marzo 2008